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La Storia

Gagliano del Capo, come tutti i paesi limitrofi, è stata protagonista di diverse vicende feduali. Durante il dominio angioino (tra il XIII e il XV secolo) divenne feudo di Isolda De Nocera, del milite francese Guglielmo Brunel e di Mariotto Corso. Nel 1495, Gagliano fu concessa da Ferdinando d'Aragona alla famiglia Castriota-Scanderbeg, i cui discendenti abitarono nel castello di Gagliano, situato accanto alla Chiesa parrocchiale.

Il borgo antico era circondato da mura, edificate tra il 1413 e il 1421 e divenne rifugio degli abitanti dei casali vicini (Valiano, Misciano, Prusano, Santu Dimitri, San Nicola e Vinciguerra).

I Gaglianesi, come gran parte degli abitanti dei comuni salentini, hanno un soprannome accreditatogli per avvenimenti e fatti avvenuti nel passato. Il soprannome è "capivacanti".

Nella diceria popolare si racconta che in tempi remoti un mulo venne portato sulla terrazza della chiesa sollevandolo con una carrucola per fargli mangiare l'erba che vi era cresciuta. Il mulo arrivó in cima morto essendo stato legato per la testa.